Archive for the tag 'Fotografie'

Un aereo di sole taglia una nuvola.|Due corvi, sospesi a mezz’aria, ondeggiano come aquiloni.|La magnolia ride nel vento.|Cantano i nidi tra i rami.|Dal pino, petardi di ali bianche esplodono in volo.|Nuvole rosa.

SILENZIO.
Non un vagito di vita.
L’attimo Eterno.
La Vita.

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No Comments Chiara on ott 9th 2010

… una notte …
un battito di cuore alla porta.
Fuori, una donna nella nebbia.
Ramoscelli ha per capelli,
e un abito di erbe sgocciolanti
verdi acque del lago.

Dice:

«Sono te, e vengo da tanto lontano.
Vieni con me, ho qualcosa da mostrarti …
»

Si volge,
e le si apre il mantello,

D’improvviso,
luce d’oro …

ovunque,

luce d’oro

Clarissa Pinkola Estés
“Donne che corrono con i lupi”

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No Comments Chiara on mar 28th 2010

C’ero una volta io, ma non andava bene. Mi capitava di incontrare gente per strada e di scambiarci due parole, e per un po’ la conversazione era simpatica e calorosa, ma arrivava sempre il momento in cui mi si chiedeva “Chi sei?” e io rispondevo “Sono io”, e non andava bene. Era vero, perché io sono io, è la cosa che sono di più, e se devo dire chi sono non riesco a pensare a niente di meglio. Eppure non andava bene lo stesso: l’altro faceva uno sguardo imbarazzato e si allontanava il più presto possibile. Oppure chiamavo qualcuno al telefono e gli dicevo “Sono io”, ed era vero, e non c’era un modo migliore, più completo, più giusto di dirgli chi ero, ma l’altro imprecava o si metteva a ridere e poi riagganciava.

Così mi sono dovuto adattare. Prima di tutto mi sono dato un nome, e se adesso mi si chiede chi sono rispondo: “Giovanni Spadoni”. Non è un granché, come risposta: se mi si chiedesse chi è Giovanni Spadoni probabilmente direi che sono io. Ma, chissà perché, dire che sono Giovanni Spadoni funziona meglio. Funziona tanto bene che nessuno mai mi chiede chi è Giovanni Spadoni: si comportano tutti come se lo sapessero.

Invece di chiedermi chi è Giovanni Spadoni gli altri mi chiedono dove e quando sono nato, dove abito, chi erano mio padre e mia madre. Io gli rispondo e loro sono contenti. E forse sono contenti perché credono che io sia quello che è nato nel posto tale e abita nel posto talaltro, e che è figlio di Tizio e di Caia e padre di questo e di quello. Il che non è vero, ovviamente: non c’è niente di speciale nel posto tale o talaltro, o in Tizio o in Caia. Se fossi nato altrove, in un’altra famiglia, sarei ancora lo stesso, sarei sempre io: è questa la cosa che sono di più, la cosa più vera e più giusta che sono. Ma questa cosa non interessa a nessuno: gli interessa dell’altro, e quando lo sanno sono contenti.

Una volta c’ero io, e non andava bene. Adesso c’è Giovanni Spadoni, che è nato a X e vive a Y e così via. E io non sono niente di tutto questo, ma le cose vanno benissimo.

Ermanno Bencivenga – “La filosofia in quarantadue favole”

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No Comments Chiara on giu 3rd 2009