
Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode.
Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora?
C’era una continuità tra noi.
Tu mi toccavi.
“La scarpina di raso”, P. Claudel

dovunque tu vada ci sei già

Sono io, io c’ero sempre, non ti ho mai lasciata, il tuo angelo custode.
Credi davvero che tu eri senza di me fino ad ora?
C’era una continuità tra noi.
Tu mi toccavi.
“La scarpina di raso”, P. Claudel

No Comments Chiara on dic 22nd 2009
◊◊◊◊◊◊◊
Sale dell’Imbarcadero del Castello Estense
e del Chiostro di San Paolo di Ferrara
dal 5 al 13 Settembre 2009, e dal 5 al 17 Settembre
◊◊◊◊◊◊◊
ChiarArt
sarà presente con alcuni “frammenti” della
Collezione Decoupage Des Artistes
Pioggia L’Albero Oltre La Cura
Se passerete nelle Sale dell’Imbarcadero, i miei colori vi sorrideranno
![]()
Le suggestive sale dell’Imbarcadero del Castello Estense e del Chiostro di San Paolo di Ferrara , dal 5 al 13 Settembre 2009, e dal 5 al 17 Settembre accoglieranno le espressioni d’arte di Symbolica.
Senza arrivare alla identificazione romantica tra Simbolo e Arte non si può negare che da sempre l’Arte sia stata luogo privilegiato del Simbolo che di volta in volta ha assunto un significato rigorosamente mitico e religioso, altre volte onirico e altre ancora poetico.
L’intento degli organizzatori della mostra, l’Associazione Ferrara ProArt, è quello di ampliare e approfondire la conoscenza delle complesse simbologie contemporanee: partendo dall’esempio di grandi maestri come Moureau, Gauguin e Redon si vuole esplorare il mondo segnico di oggi.
Le immagini di Symbolica vogliono essere anelli di congiunzione tra il passato e il presente, per avviare, così, una familiarizzazione con uno dei concetti più dibattuti nella storia della cultura occidentale: quello, appunto, di simbolo. Nel simbolo si rivela la complessità dello spirito dell’uomo moderno che ha bisogno di esprimersi attraverso idonei mezzi stilistici atti a sondare gli aspetti nascosti e latenti della realtà; i segreti del cosmo e della vita, sembrano risiedere, soprattutto nei suoi aspetti più difficili e inspiegabili, nei meandri dell’ordinario. Di conseguenza, la traduzione di tale complessità ha bisogno di simboli, di un alfabeto segnico dalle proprietà evocative, chiavi nascoste dell’essere, per scoprire nel particolare l’universale e nel visibile l’invisibile.
No Comments Chiara on ago 7th 2009